Nella prima metà dell’Ottocento il brigante,
una volta ucciso, era colpito da un’ultima maledizione.
Il suo corpo, ritenuto indegno di sepoltura,
era gettato fuori delle mura della comunità, squartato
e la sua testa esposta come monito
per la popolazione.
Il realizzare un luogo istituzionale di memoria acquista anche il senso di dare a questi nostri conterranei una degna “sepoltura”.
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